Umberto Zanotti Bianco in Calabria: l’archeologo e il meridionalista

Mostra Umberto Zanotti BiancoLa mostra si tenne dal 13 al 24 gennaio 2005 presso il Castello Normanno-Svevo di Vibo Valentia, dove attualmente ha sede il Museo Archeologico Nazionale “V. Capialbi” e
fu organizzata dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria e dall’Università Magna Graecia di Catanzaro, che si avvalsero della collaborazione di Salvatore Settis e Maria Cecilia Parra.
L’evento, collegato alla principale mostra “Magna Graecia. Archeologia di un Sapere”, che si svolse nello stesso anno presso il Complesso Monumentale del San Giovanni a Catanzaro, aveva come intento principale quello di focalizzare l’attenzione sulla figura di Umberto Zanotti Bianco, uno fra i più grandi protagonisti della storia dell’archeologia della Magna Graecia.
Zanotti Bianco giunse in Calabria quando ancora non aveva 20 anni, ma comprese che la regione mancava delle principali condizioni igieniche e culturali, che non ne favorivano lo sviluppo. Lavorò in tal senso per molti anni, partecipando nel 1910 alla fondazione dell’ANIMI (Associazione nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno d’Italia), e aprendone nel 1912 una sede a Reggio Calabria.

pannelli didascalici

Pannelli didascalici della mostra

Di notevole rilevanza fu l’inchiesta che in seno all’associazione condusse ad Africo, villaggio desolato e flagellato dalla denutrizione e dalla mortalità precoce, le cui disastrose condizioni vennero così portate a conoscenza del mondo politico e accademico, attirandosi le ire del governo fascista, che vedeva nell’opera di Zanotti Bianco  un attacco denigratorio agli interessi della nazione.
Umberto Zanotti BiancoRipercorrendo le tappe della vita dello studioso, la mostra mise l’accento sull’incontro fra quest’ultimo e Paolo Orsi, che già da tempo aveva deciso di dedicare la propria vita all’archeologia della Magna Graecia e che divenne per Zanotti una guida per lo studio delle civiltà antiche.
A conferma di questo nuovo interesse, è lo scavo del 1932 nella Piana di Sibari, che portò alla localizzazione dell’antica città nell’area di Parco Cavallo.
Fra i temi principali della mostra tenutasi a Vibo vi fu la nascita di Italia Nostra, il cui atto costitutivo fu siglato il 29 ottobre 1955 da Umberto Zanotti Bianco, Pietro Paolo Trompeo, Giorgio Bassani, Desideria Pasolini dall’Onda, Elena Croce, Luigi Magnani e Hubert Howard.
Le attività di volontariato culturale organizzate da Italia Nostra aveva l’intento di contribuire a diffondere nel Paese la “cultura della conservazione” del paesaggio urbano e rurale, dei monumenti, del carattere ambientale delle città, promuovendo anche un’intensa attività di suggerimento legislativo, come stimolo per la redazione di nuove norme sul patrimonio storico e ambientale italiano.